La didattica dell’ASL

Per la buona riuscita dei percorsi di ASL sono indispensabili il coordinamento e la co-progettazione delle iniziative:

  • un accordo tra i soggetti (scuola/impresa o altra struttura ospitante) che formano il giovane che apprende; questo accordo non può limitarsi alla definizione di obiettivi e azioni da svolgere, ma deve investire il livello organizzativo, progettuale, attuativo delle azioni e puntare ad un controllo congiunto del percorso formativo nonchè alla valutazione condivisa dei risultati di apprendimento;
  • la progettazione dell’intero percorso, sia delle attività in aula che dei periodi di permanenza nella struttura ospitante, condivisa e approvata non solo dai docenti della scuola e 
dai responsabili della struttura stessa, ma anche dallo studente, che assume così una consapevolezza e una responsabilità diretta nei confronti del proprio apprendimento;
  • lo scambio costante di informazioni tra i vari soggetti coinvolti, ciascuno dei quali non si limita solo alla realizzazione delle azioni di sua competenza, ma deve preoccuparsi anche 
del collegamento con le attività realizzate da altri soggetti.
La progettazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro deve considerare sia la dimensione curriculare, sia la dimensione esperienziale, svolta in contesti lavorativi. Le due dimensioni vanno integrate in un percorso unitario che miri allo sviluppo di competenze richieste dal profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi e spendibili nel mondo del lavoro.

Quali sono le azioni utili per l’elaborazione di un progetto di ASL da inserire nel PTOF?

  1. definire le competenze attese dall’esperienza di alternanza, in termini di orientamento e di agevole inserimento dei giovani nel mondo del lavoro;
  2. progettare con la struttura ospitante il percorso da realizzare, coerente con le competenze, abilità e conoscenze da acquisire; gli insegnanti e il tutor sul lavoro devono affiancarsi allo studente e costruire insieme il percorso, coniugando saperi diversi;
  3. preparare i periodi di apprendimento mediante le esperienze di lavoro, programmando lo sviluppo delle conoscenze necessarie per orientarsi, comprendere e trarre il massimo beneficio dal nuovo ambiente di studio;
  4. sensibilizzare e orientare gli studenti a riflettere sulle loro attese relative all’esperienza lavorativa;
  5. stimolare gli studenti all’osservazione delle dinamiche organizzative e dei rapporti tra soggetti nell’impresa o nell’ente ospitante;
  6. condividere e rielaborare in aula quanto sperimentato fuori dall’aula;
  7. documentare l’esperienza realizzata (anche attraverso l’utilizzo di ICT);
  8. disseminare i risultati dell’esperienza.

“L’alternanza esige l’uso di didattiche diverse: per processi, per progetti, per obiettivi, per simulazione, per esperienze, per collaborazione e cooperazione, in coppia, in gruppo, in situazione di affiancamento e di osservazione, fino ad arrivare ai viaggi formativi itineranti, al teatro  d’impresa, in cui  squarci  di vissuto vengono  rappresentati e discussi per eventuali miglioramenti. In questa logica, lo stage non può accontentarsi di essere un diversivo dalla quotidiana fatica di apprendere, ma costituire una situazione formativa per nuovi rapporti con i saperi, con la capacità di  saper osservare, individuare i problemi e studiarne soluzioni (diario di bordo, schede di lavoro, strumenti utili alla produzione…)” (R. Di Nubila).

La progettazione richiede l’utilizzo di strumenti adeguati, come i repertori dei processi di lavoro e delle competenze, le banche dati di imprese e di altre strutture ospitanti, le schede per le diverse tipologie di imprese (descrizione di processi, ruoli, funzioni ecc.) e la dotazione di un chiaro profilo degli studenti, in modo da coordinare gli interventi in funzione delle loro caratteristiche.

Nella progettazione di un curriculum l’attività realizzata in contesti operativi costituisce una vera e propria combinazione di preparazione scolastica e di esperienze assistite sul posto di lavoro, predisposte grazie alla collaborazione tra il tessuto produttivo e la scuola; tutto questo per mettere in grado gli studenti di individuare attitudini, acquisire competenze utili per sviluppare una cultura del lavoro fondata sull’esperienza diretta.

La struttura dell’alternanza, infatti, presuppone la possibilità di passare in modo intermittente e reiterato dai periodi di formazione in aula a quelli di formazione nelle strutture ospitanti. L’intento è di costruire un processo che veda, nel corso degli anni scolastici, un crescente coinvolgimento degli studenti nelle attività presso le imprese o gli enti, accompagnato dall’evoluzione delle finalità dell’alternanza da obiettivi puramente orientativi ad obiettivi finalizzati all’acquisizione di competenze lavorative e trasversali attraverso l’esperienza, secondo i concetti di gradualità e progressività.

Data la dimensione curricolare dell’attività di alternanza, le discipline sono necessariamente contestualizzate e coniugate con l’apprendimento mediante esperienza di lavoro. La descrizione degli esiti di apprendimento viene condivisa sin dalla fase di progettazione, accogliendo anche gli elementi forniti dai tutor al consiglio di classe, ed è alla base del riconoscimento dei crediti anche per un eventuale passaggio dello studente in percorsi di apprendistato o in altri indirizzi di studi. La progettazione definisce pertanto la procedura e gli strumenti per la certificazione finale.

Un tale processo, costruito in modo logico e organico, non solo consolida, negli studenti, l’incontro con il mondo del lavoro, ma diviene un’esperienza orientante, volta a favorire la conoscenza del sé e della società contemporanea, a sperimentare come risolvere problemi, a sviluppare pensiero critico, autonomia, responsabilità (imprenditività), etica del lavoro.