FAQ

In questa sezione puoi trovare le risposte ad alcune domande frequenti. Speriamo possa esserti utile.

L’ASL dà all’impresa una maggiore visibilità all’interno del territorio, ne promuove il ruolo sociale e la funzione formativa facendosi conoscere dagli studenti, dagli insegnanti, e dalle famiglie.
L’impresa si rende co-protagonista, insieme alle scuole, di un processo di innovazione della stessa nozione di apprendimento.
L’ASL per un’azienda è anche un’occasione per far conoscere i propri prodotti, il proprio modello di organizzazione del lavoro, la propria mission.

Per le imprese non ci sono né incentivi economici né incentivi normativi. I fondi per l’alternanza attribuiti alle scuole, tuttavia, coprono i principali costi dei percorsi (trasporti, assicurazione, formazione generica su sicurezza).

No, non esiste alcun obbligo formale per le imprese di partecipare ad iniziative di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, accogliere studenti in azienda, entrare nelle scuole per presentare il contesto industriale del proprio territorio o anche solo supportare le scuole nella progettazione dei percorsi didattici costituiscono azioni di grande importanza per il futuro dei giovani e del Paese.

L’impresa può scegliere in quali attività impegnarsi sulla base delle proprie caratteristiche.
In particolare, per ospitare studenti in alternanza, l’impresa deve:

  • disporre di spazi adeguati all’esercizio delle attività garantendo il superamento o l’abbattimento delle eventuali barriere architettoniche in caso di studenti con disabilità;
  • disporre di attrezzature in regola con le norme vigenti in materia di verifica e collaudo tecnico, idonee all’esercizio delle attività di alternanza;
  • disporre di competenze professionali per la realizzazione delle attività di ASL garantendo la presenza di un tutor, anche esterno all’azienda.

La configurazione giuridica dello studente in alternanza, nel momento in cui entra in azienda, è equiparata a quella del lavoratore in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’azienda non è tenuta a predisporre il pranzo per gli studenti che potranno o tornare a casa come gli altri dipendenti oppure fruire della mensa aziendale alle condizioni previste nella convenzione, e con copertura assicurativa a carico della scuola di appartenenza.

L’obbligo di garantire la copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro presso l’INAIL, e per la responsabilità civile verso terzi presso un’idonea compagnia d’assicurazione, ricade sull’istituto scolastico.
La copertura deve riguardare anche le attività svolte dallo studente fuori dall’azienda, ma rientranti comunque nel progetto formativo.

Si deve fare una distinzione tra formazione specifica e formazione generale. La prima è di competenza dell’azienda, la seconda della scuola.
L’azienda deve garantire che gli studenti siano adeguatamente informati e formati sui rischi esistenti negli ambienti di lavoro e sulle misure e procedure di prevenzione e protezione. La formazione specifica ha infatti l’obiettivo di trasmettere adeguate conoscenze dei rischi specifici nelle differenti realtà aziendali.
La formazione generale in materia di sicurezza sul lavoro è invece affidata interamente alle scuole (per informazioni sui corsi offerti da TuttoAlternanza.it clicca qui).

La legge 107/2015 prevede 400 ore complessive di alternanza obbligatoria nel triennio (classi terze, quarte e quinte) degli istituti tecnici e professionali e 200 ore nel triennio dei licei. La permanenza dello studente in azienda viene però concordata e quantificata da scuola e impresa durante la progettazione del percorso formativo sulla base delle reciproche esigenze.
Le soglie indicate non si riferiscono necessariamente al monte ore da trascorrere tutto all’interno delle aree produttive delle imprese, ma riguardano l’insieme delle attività in cui si articolano i percorsi di ASL, comprese le attività di impresa formativa simulata, formazione sulla sicurezza, moduli di approfondimento del tessuto industriale locale e delle attività delle aziende del territorio, e così via.

Ci sono due tipologie di tutor: il tutor scolastico e il tutor aziendale. Entrambi hanno il compito di affiancare lo studente in alternanza: il tutor scolastico lo fa in termini più generali, quello aziendale seguendo lo studente all’interno dell’azienda.
I tutor si occupano di co-progettare il piano formativo (definendone finalità, modalità e obiettivi), supportare il percorso didattico dello studente e rilevare congiuntamente gli esiti di apprendimento previsti in sede di progettazione.
Il tutor scolastico assiste e guida gli studenti nel loro percorso: conosce l’azienda ed è in contatto continuo con il tutor aziendale per definire e dettagliare le modalità di collaborazione.
Il tutor aziendale può essere un dipendente dell’azienda o anche un collaboratore esterno, e segue le attività degli studenti in azienda: li accoglie, assegna loro i compiti da svolgere in accordo con il tutor scolastico, ne supervisiona l’attività e ne valuta i risultati.
Il tutor aziendale deve redigere un report finale sull’attività dello studente e sull’efficacia del percorso. Tutor scolastico e tutor aziendale devono collaborare in modo stretto per garantire le condizioni organizzative e didattiche più favorevoli per i percorsi, intervenire in caso di problemi, e verificare i risultati.

Il tutor scolastico e quello aziendale, già responsabili della co-progettazione delle attività, ne seguono lo svolgimento e dopo il loro completamente ne effettuano la co-valutazione compilando una scheda (report) di valutazione. Essi assegnano congiuntamente un punteggio ai vari indicatori di valutazione già concordati da scuola e azienda e riportati nel Progetto Formativo.
La valutazione permette di rilevare le competenze conseguite dallo studente durante il percorso e viene effettuata al termine di ogni periodo trascorso in azienda o di ogni sessione formativa.

Le competenze acquisite dallo studente sono certificate dalla scuola sulla base dei report di valutazione presentati dai tutor al Consiglio di classe. La certificazione è effettuata congiuntamente dal dirigente scolastico e dal rappresentante legale dell’azienda.
Essa riconosce allo studente crediti formativi validi per l’ammissione all’anno successivo o al momento del conseguimento del titolo finale. La certificazione rientra sia nel “Portfolio delle competenze” che accompagna lo studente in tutta la sua carriera scolastica sia nel Libretto Formativo del Cittadino che certifica le competenze acquisite durante la vita lavorativa.