La scuola paritaria lombarda corre

La scuola paritaria lombarda corre

Nel convegno “Alternanza Scuola–Lavoro. La legge, gli strumenti e le best practice delle scuole paritarie in Lombardia”, davanti a numerosi studenti, sono state presentate esperienze di livello, nonostante Suor Anna Monia Alfieri, presidente di Fidae Lombardia, abbia rivelato con rammarico che alcune scuole contattate avessero declinato l’invito “per timore di essere copiate”.

Un atteggiamento miope, che è stato stigmatizzato dai presenti, convinti che solo se cresceranno e si diffonderanno le migliori iniziative si potrà elevare il livello qualitativo di tutto il sistema educativo italiano (che, tra l’altro, è proprio ciò al quale vuole contribuire Tuttoscuola, che se lo è posto come missione), e di ciò beneficeranno gli studenti, le famiglie, e di conseguenza anche le scuole e chi ci lavora.

Nessun timore di essere copiati in quello che fanno, ma anzi orgoglio e desiderio di essere imitati in quanto riconoscimento del buon lavoro fatto, ha mostrato il Gruppo Foppa, rappresentato dall’amministratore delegato Giovanni Lodrini e da Anna Paterlini, vice Preside del Liceo Artistico Foppa e dell’Istituto Piamarta, una realtà bresciana in costante crescita, con esperienze pionieristiche nel campo dell’alternanza, che copre l’intera filiera formativa, dai nidi d’infanzia agli ITS e all’educazione per adulti. Negli anni sono entrati in contatto con ben 3 mila aziende, al punto da dedicare all’ASL un ufficio con 5 persone e un dirigente. Per Lodrini la chiave di tutto è “l’integrazione con il territorio, e l’alternanza è stata fondamentale per accreditarsi con le aziende, le famiglie, le istituzioni. I ragazzi mettono il naso nel mondo vero e tornano a scuola diversi e più motivati”.

Molto interessanti anche le esperienze di ASL presentate dall’Istituto Gonzaga di Milano, dall’Istituto Maddalena di Canossa di Monza e Collegio Gallio di Como.

Suor Alfieri in conclusione ha ricordato come nell’ultimo triennio hanno chiuso ben 580 scuole paritarie, il 4,3% delle 13.487 funzionanti nel 2012-13. Un situazione insostenibile che limita l’effettiva libertà di scelta educativa. Ha invitato i giovani a ribellarsi a questa situazione che ne limita le opportunità, perché oggi solo chi è ricco può frequentare istituti scolastici di eccellenza. “L’Italia è al 47esimo posto al mondo in termini di libertà di scelta educativa (ricerca Fondazione NovaeTerrae). A Mosca si può scegliere a parità di condizioni e in Italia no? Eppure con l’introduzione del costo standard di sostenibilità per allievo si potrebbe arrivare a risparmiare fino a 17 miliardi l’anno”. E poi, l’affondo: “se non sapremo porci dalla parte dello Stato di diritto, arriveremo ad avere una buona scuola statale, ma unica (e quindi di regime). Ragazzi, ribellatevi”.

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