Il razionale delle attività di ASL

Qual è il razionale che ha guidato la progettazione di queste attività, che rappresentano contesti di apprendimento validamente inseribili nei percorsi dell’alternanza?

Se si vuole che gli studenti mettano a frutto al meglio l’esperienza nelle strutture ospitanti, devono arrivare pronti per confrontarsi con la realtà lavorativa, avendo preventivamente acquisito nozioni, tecniche e competenze (skills) che poi potranno sviluppare efficacemente in quel contesto, essendosi posti nelle condizioni di capitalizzare l’esperienza: lavorare in gruppo, problemsolving, capacità di comunicare, di negoziare, disciplina e puntualità, e così via. Mandare i ragazzi in un’azienda, in uno studio professionale, in un museo senza alcuna preparazione aumenta di molto il rischio che l’esperienza vada pressoché sprecata. Come in tutte le cose, vanno create le condizioni per il successo.

È bene dunque che gli studenti, a partire da quelli che si accostano all’ASL per la prima volta, ricevano già a scuola non solo una prima informazione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, come prevede specificamente la normativa, ma anche una introduzione di carattere generale sulle competenze trasversali indispensabili per interagire bene in un ambiente di lavoro.

Queste azioni propedeutiche (il “PRIMA”), da svolgere a scuola, sono strettamente funzionali alla successiva gestione delle attività di ASL negli ambienti di lavoro (il “DURANTE”), e possono essere seguite – dopo la conclusione delle esperienze – da una fase di riflessione e ri-concettualizzazione (il “DOPO”) che riguardi sia i temi della sicurezza sia, soprattutto, quelli delle competenze personali e trasversali.